Ultimissime

L’intervista a Stefano Piazza, showman siciliano

Torna l’appuntamento con la rubrica Aperitivo Con…, le nostre interviste a 360 gradi. Oggi, per il ventitreesimo numero della nostra terza edizione, vi vogliamo far conoscere meglio Stefano Piazza, conduttore televisivo, presentatore, autore ed attore di spettacoli di cabaret. Da anni porta avanti il progetto di “Piazza Grande”, format televisivo che sta riscontrando grande successo con Piazza che prende dalla strada spunti divertenti e la classica ironia siciliana.

Stefano Piazza autore ed attore di spettacoli di cabaret, conduttore televisivo, presentatore. Un vero e proprio showman siciliano. Come è nato il tutto e cosa ti ispira maggiormente fra questi settori?

“Tutto è nato per Caso, ragazzo dell’est che di nome si chiama Cau. Mi chiese di scrivere un pezzo per la gente del suo paese e io lo feci, lui lo trovò divertente perché io lo scrissi in italiano e poi gli dissi, visto che non sai leggere l’italiano sostituisci al mio testo le barzellette più divertenti che conosci e lui lo fece. Così da quel giorno divenni il comico più divertente per Cau Caso e fui insignito con una targa come migliore comico dell’est. Tra le cose che mi ispirano di più nel mondo dello spettacolo posso certamente scegliere la cena del dopo spettacolo. Ed in particolare le fettuccine all’aragosta, se a pagare è l’organizzatore”.

Nella vita di tutti i giorni, lontano da piazze e telecamere, come è Stefano Piazza?

“Nella vita di tutti i giorni Stefano Piazza, a differenza di come sembra, è biondo, alto un metro e novanta, ambasciatore del Giappone in Francia, contendente del Telegatto a Jerry Scotti, campione mondiale di nuoto a stile libero, ma soprattutto libero di dire tutte le ca…ate che vuole”.

Hai un hobby che vuoi raccontarci?

“Il mio hobby è rilasciare interviste serie, ma purtroppo non ho tempo per gli hobby”.

Uno dei grandi temi dal quale nasce l’ispirazione della comicità siciliana è legata al cibo, perché secondo te? E’ vero che noi siciliani del cibo ne facciamo un’arte, quasi una cultura?

“Noi siamo ciò che mangiamo, ed è per questo che secondo me dovrebbero chiudere tutti posti dove si mangia male. Perché se in locale si mangia di m… è normale che nella vita sarai attorniato da str…”.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Hai dei sogni nel cassetto?

“Avevo tre sogni nel cassetto, fino a tre mesi fa. Purtroppo, proprio tre mesi fa, sono entrati i ladri in casa e si portarono l’intero comodino. Adesso mi sono rimasti solo gli incubi, ma li ho messi davanti la porta, così la prossima volta sarà la prima cosa che trovano”.

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