Ultimissime

Vito Conticelli, Chedly Chitar, Vincenzo Piccolo e tanti altri, nei ricordi sportivi di Benedetto Randes

Pallamano che passione! Seconda puntata

Il 19 Giugno l’esordio in piazza Ciullo davanti a un migliaio di spettatori incuriositi, con la Rram Castelvetrano, per un torneo stupendo organizzato per la festa della patrona di Alcamo Maria SS. Dei Miracoli, a cui partecipavano anche i miei compagni del Cus Palermo e l’Acli Marsala dell’indimenticato Vito Conticelli, il padre della pallamano in provincia di Trapani. Così nacque la pallamano alcamese. Ricordo, come se fosse adesso… il Cus Palermo, anche se a malincuore, mi cede alla pallamano Alcamo. C’è grande entusiasmo e partecipiamo al campionato di serie D. In Sicilia ci sono tantissime squadre, nel nostro girone del trapanese ci sono due squadre di Mazara del Vallo, la De Stefano Erice, La Rram Cstelvetrano, Campobello di Mazara. Arrivammo secondi o terzi. Io ero l’allenatore e nel contempo giocatore di quella squadra, giochiamo all’aperto nel pattinodromo di Via Verga dove ora sorge il Nuovo Palagrimaudo e dove gioca la Th Alcamo. Ma l’entusiasmo è tanto in squadra abbiamo anche un giocatore straniero, il primo della storia della pallamano alcamese: Chedly Chitar, tunisino che si trovava ad Alcamo per lavoro e c’erano tanti amici, compagni che poi ritroverò strada facendo, come Vincenzo Piccolo, Cesare Calvaruso, Giampiero Rocca, Francesco Blunda, Domenico Cangemi, Giuseppe Ciacio, Leonardo Varvaro e tanti ragazzi miei coetanei e allievi a cui ho insegnato a giocare a pallamano.

Così si pensa di allestire una squadra femminile e arrivano al campo, tante belle ragazze.maria e benedetto.jpgUna tra di loro, Maria Calvaruso, è diventata prima la mia ragazza e dopo nove anni mia moglie e madre dei nostri tre splendidi figli. Purtroppo, fui costretto dalla federazione a cambiare squadra, ero nel giro delle squadre nazionali, fui convocato con la nazionale italiana Under 18 e non potevo giocare in serie B. Così nonostante le resistenze di Franco Scurto, fui ceduto alla Laser Giornale di Sicilia, in Serie B, campionato di alto livello con formazioni di tutto il centro sud Italia. Quindi, continue trasferte, anche in Europa, ex Jugoslavia, Francia, Svizzera con la nazionale. Ottimo campionato il mio e dopo aver terminato il campionato, arriva il momento di partite nuovamente. Questa volte arriva la chiamata dell’esercito. Prima il Car ad Orvieto, poi due mesi da Granatiere a Roma e poi, dopo qualche traversia, finalmente alla compagnia Atleti di Roma per far parte della nazionale militare di pallamano che partecipa al campionato di serie A. Gran bella stagione con le forze armate Roma. Alla fine torno ad Alcamo ho molte richieste da molte società anche del centro nord, ma alla fine decido di accettare quella del Mascalucia. Praticamente farò il giocatore professionista, buon ingaggio e un grande allenatore giocatore come compagno, come Vidakovic ex della fortissima nazionale Jugoslava. Vinceremo il campionato. Poi purtroppo la malattia di mia madre mi costrinse ad avvicinarmi a casa. Nuova squadra il Mazara. Saranno sette anni molto intensi, campionati vinti e qualcuno perso. Anche questa una grande avventura di cui conservo splendidi ricordi. Poi l’addio al Mazara, un anno a Marsala, uno al Cus Palermo sempre in serie A. Poi tre stagioni a Castelvetrano, con la Palmosa che a termine della stagione 99-2000, diventerà la nuova Pallamano Alcamo. Il presidente è diventata il mio ex compagno di squadra Vincenzo Piccolo, quando il comune di Castelvetrano non garanti l’appoggio economico si decise di portare la squadra ad Alcamo. L’anno successivo fu il mio ultimo da giocatore, ma incredibilmente per colpa del mancato completamente dei lavori al parquet all’interno del vecchio Palaverga, non giocammo mai ad Alcamo. Senza campo costretti a girovagare per i palazzetti della provincia alla fine del campionato siamo stati retrocessi in serie B. Lì è finita la mia carriera di giocatore a 35 anni, senza avere il piacere di giocare a casa mia.

Benedetto Randes

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