Ultimissime

Fuoco, fiamme, nube color catrame e aria irrespirabile. Il cielo di Alcamo si tinge di nero

Questa Terra mia, che brucia, lascia amarezza e lacrime, preoccupazione e tristezza. Doveva essere un’estate con pochi pensieri, quelli appena necessari per sopravvivere alla naturale calura estiva, invece, fuoco e fiamme, distruzione, nubi nere e cenere. La montagna di Castellammare prima, monte Inici distrutto, la Riserva naturale dello Zingaro “uccisa” per mano dell’uomo, per ben tre volte reiteratamente, senza pudore e senza amore per la Natura e per l’uomo stesso. L’uomo che, asseverando i suoi neri e fumosi interessi, distrugge se stesso nell’incedere di un tempo che non riporterà più nulla di positivo, restituendo dolore e distruzione amplificato negli anni. Ieri pomeriggio, uno dei tanti di una domenica estiva, Alcamo brucia ancora. Questa volta non è la Montagna, ma un deposito privato di rifiuti speciali. Una nube nera, densa, irrespirabile, pesante, si leva da un punto ben preciso di Contrada Sasi e a poco a poco, invade il cielo, l’aria, salendo come una cappa incombente e lugubre di un futuro segnato dalla mano dell’uomo. Panico e allarme, paura e il pensiero per gli anziani e per chi abita nelle immediate vicinanze. Gli interventi arrivano, più o meno celermente, la comunicazione ufficiale del Comune di Alcamo non è immediata, ma alla fine, oltre ai post su Facebook, si attiva un’auto che annuncia sia ad Alcamo che ad Alcamo Marina, di chiudersi in casa, di non uscire, dando delle indicazioni spicciole per sopravvivere alla nube tossica. Mentre l’ordinanza del Sindaco arriva e fornisce altri spunti, non sempre molto precisi su cosa fare. Perché, adesso, si chiedono tutti cosa faremo nelle prossime 48 ore, se avremo la possibilità di uscire fuori e respirare tranquillamente, se i cibi che mangeremo saranno sicuri, quali potranno essere raccolti, cosa ci propineranno da mangiare nei prossimi mesi, tutto questo fumo sarà cancerogeno? Questi ed altri interrogativi sorgono, giustamente, dopo avere assistito ad un incendio di materiale di varia natura con lo sprigionarsi di una nube tossica a rischio di diossina. 

E mentre ci rassicurano, da una prima sommaria analisi, che l’aria che respiriamo non è a rischio, il comprensorio di Alcamo, Castellammare, Calatafimi e di tutti gli altri cieli interessati dallo spostamento dei venti che portano in giro il fumo della distruzione, a gran voce chiede di sapere cosa fare. Non avrei voluto scrivere questa ennesima pagina triste, di descrizione di un’altra giornata di fuoco e di fumo, ma gli scenari che la mano dell’uomo delinea, purtroppo, sono tanti. Potrebbe realizzarne di belli, ma spesso continua a creare scenari di distruzione e paura. E noi assistiamo sgomenti. 

Selene Grimaudo

Foto di copertina di Silvana Calvaruso

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Informazioni su Selene Grimaudo ()
Direttore responsabile GolfoWeb.it

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