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Pedagogia del gioco in estate. Il Pediatra consiglia sole, mare e giochi all’aperto

Estate è sinonimo di vacanza e di possibilità di raggiungere mete turistiche, per rilassarsi e ritemprarsi, in attesa di ricominciare con la routine invernale. Montagna, campagna e mare sono luoghi estivi adatti allo scopo, ma la scelta ricade, spesso, sul mare. Andare in spiaggia con un bambino piccolo è solo un’esperienza stressante per i genitori o può essere, invece, piacevole ed istruttiva  per i bimbi e nello stesso tempo gratificante per i genitori? Lo abbiamo chiesto al Dott. Giuseppe Provenzano, pediatra di famiglia, che ci invita a riflettere sull’importanza del gioco al mare.

Molti genitori spendono tanti soldi in giochi che facciano scoprire e sperimentare nuovi materiali: ruvido, liscio, caldo, freddo, morbido; provate ad immaginare quante esperienze sensoriali possa fare un bimbo su una spiaggia tra materiali e sensazioni differenti: sabbia asciutta e bagnata, calda e fredda, pietre, conchiglie, acqua, vento, etc. I bambini imparano attraverso i loro sensi e la spiaggia diventa così un ottimo laboratorio sensoriale. Allo stesso modo, si vendono cd con registrati i suoni del mare e delle onde che si infrangono sulle rocce allo scopo di rilassare i bimbi e di conciliare il loro sonno; allora, perché non sfruttare la Natura e quanto ci offre la spiaggia? E’ stato scientificamente provato che l’amore per la Natura sviluppa nei bambini la loro sensibilità e, quindi, cosa c’è di meglio che trascorrere qualche ora all’aria aperta, in spiaggia? 

Dr. Giuseppe Provenzano

Tutti i genitori hanno consapevolezza dei benefici che l’acqua marina instillata nei nasini dei bimbi provoca per il raffreddore comune, per le rinofaringiti, per le sinusiti e per tutte le affezioni delle alte vie aeree, quindi, perché non “attingere direttamente alla fonte”, anzi, al mare? Per ultimo ma non per ultimo come non ricordare l’azione benefica dei raggi solari su tutti gli esseri viventi e sui bimbi in particolare? Il sole favorisce la crescita armonica delle ossa, aiuta il fisiologico ritmo sonno – veglia, migliora l’umore, è un ottimo trattamento per numerose affezioni dermatologiche, in primis l’eczema costituzionale.  In poche parole, il sole è un vero e proprio toccasana e, allora, perché non approfittarne? A patto, tuttavia, che vengano attuate tutte le precauzioni che mettono al riparo  dai rischi connessi ad un’esposizione imprudente. E’ esperienza comune che la pelle, esposta senza adeguata protezione, per periodi di tempo variabili da soggetto a soggetto, subisca danni variabili, dal semplice arrossamento, già espressione di un’ustione di I° grado alla comparsa di vescicole, caratterizzanti l’ustione di II° grado. E’ acclarato e scientificamente dimostrato che ripetute scottature solari durante l’infanzia, oltre a rappresentare un spiacevole inconveniente nell’immediato, favoriscono la comparsa, in età adulta, anche a distanza di tanti anni, di gravi forme tumorali della pelle. Quindi, l’imperativo per i genitori dovrà essere “sole sì ma con giudizio” e, quindi, il bimbo non dovrà stare esposto al sole nelle ore più calde della giornata, solitamente tra le 11.00 e le 17.00 e ciò vale anche se il bimbo sta sotto l’ombrellone o si è in presenza di una giornata nuvolosa perché i raggi solari filtrano lo stesso attraverso le nuvole. Fondamentale, come per gli adulti, è il concetto di gradualità. Bisogna esporre il bimbo ai raggi solari in modo graduale, iniziando da pochi minuti ed aumentando gradualmente nei giorni successivi e parallelamente a ciò va ribadito l’utilizzo di creme solari protettive ad alto fattore di protezione, 50+ nei bambini più piccoli, e poi, se il fototipo del bimbo lo consente, utilizzare una crema con fattore di protezione più basso, 25+, man mano che la pelle del bimbo si sia abituata e abbia già raggiunto un certo grado di abbronzatura. I bimbi più piccoli, sotto l’anno di età, non dovrebbero essere mai all’azione diretta dei raggi solari, sia al mare che in montagna, se non nelle primissime ore del mattino o al tramonto. Se malauguratamente il bimbo dovesse aver subito l’azione lesiva dei raggi solari si dovrà porre immediato rimedio mediante l’applicazione di creme emollienti se la pelle è semplicemente arrossata; se all’arrossamento si dovesse pure associare bruciore o fastidio, si potrà pure applicare una crema al cortisone. Ovviamente l’esposizione al sole dovrà avvenire solo dopo la completa remissione della sintomatologia.

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Informazioni su Selene Grimaudo ()
Direttore responsabile GolfoWeb.it

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